Terroristi, in questo periodo dell'anno Amsterdam fa schifo, quindi...
Unknown,
giovedì 7 aprile 2016,
Anche stamattina mi sono alzata alle 7. È stato un po' traumatico. Come lo è stato ieri, e l'altro ieri.
Credo di aver accumulato parecchie ore di sonno, in questi giorni. Credo anche di avere una vaga idea del Perché, ma preferisco incolpare quella merda di luce blu che non si può spegnere MAI e che punta nei miei occhi. Una luce notturna fissa, in una lampada posizionata proprio dove mette la testa una cliente di 22 (quasi 23) anni che vi chiede di progettare la sua nuova, rosissima, camera da letto? Siete sicuri, tizi dei mobili?
Devo distruggerla.
Comunque. Credo fosse l'altro ieri, ma mi sono svegliata con uno strano dolore all'occhio destro. E tuttora non ho una mezza idea di come fosse possibile. Magari rimango orba e dovrò girare con una benda nera sul buco. Grr, affascinante. I pirati tirano sempre, no? (Vedi Hook in OUAT.) Come pure i vampiri, del resto.
Quindi, come al solito, subito dopo essermi svegliata, mi sono buttata a terra, a fare gli addominali.
(BUGIA: prima ho giocato a Love Live. Come sono debole.)
È arrivata la micia, che mi ha osservata un po' sospettosa. Ehi mamma, cosa ci fai sul pavimento, sei impazzita.
Poi, si è strusciata un po' ovunque e, infine, si è sdraiata sulla mia pancia. Lei fa così, si struscia e si sdraia, anche sulla schiena. Te ti pieghi un attimo a raccogliere qualcosa, e lei si lancia sulla tua schiena. Ha sempre bisogno di contatto fisico.
Sarà che l'ho trovata nascosta nel cofano della macchina di mamma, infreddolita e affamata. Quanto urlava, la piccolina! I vicini mi chiesero se la potevo tenere, ma io avevo già otto gatti.
"Tranquilla, la porteremo al gattile. Ci pensiamo noi."
Mentivano. E il giorno dopo era di nuovo nel nostro giardino, ad urlare. Che stronzi. Potevate almeno far finta di darle qualcosa da mangiare. Non vi ha minimamente sfiorati la sua disperazione?
Povero batuffolo biondo.
Ci riferivamo già a lei al femminile. Non che avessimo avuto l'occasione di appurare se fosse o meno una signorina, ma mia madre se lo sentiva: "Va' come urla, è per forza una donna". E la chiamò Tigra.
Ogni mattina, Tigra si appostava sotto alla finestra della camera da letto dei miei genitori, e urlava.
Mamma usciva con un piattino di latte e qualche croccantino, ma la gattina fuggiva non appena sentiva la porta aprirsi. Appena mamma tornava in casa, lei usciva dai suoi nascondigli appuntiti e mangiava. Così per qualche giorno. Fino a che, piano piano, si è lasciata accarezzare. Poi, prendere in braccio. Ed è entrata in casa con noi. Romeo non ne era molto felice, all'inizio. Ma credo che ora sia grato per la sua compagnia.
Appena varcata la soglia di casa nostra, Tigra è diventata la Principessa Sissy. Non ho il coraggio di dire a mia madre che non mi piace quando la chiama così. Sissy era il nome della mia cagnolina Missy durante la sua vecchia vita. Venne abbandonata e, quando entrò in casa nostra, mia madre decise di non cambiarle troppo il nome per non turbarla. Aveva già due anni, e per due anni era stata chiamata Sissy.
Di Missy Sissy ce n'è una sola, anche se ora riposa lontano da me. Quella micia si chiama Tigra.
Ma che differenza fa, quando mio madre non la chiama praticamente mai per nome.
La mia micetta. Abbandonata a se stessa a soli due mesi di vita. Ci credo che, adesso, cerca costantemente il contatto fisico. Sembra quasi un cagnolino, che ti segue ovunque tu vada.
Ma solo quando decide lei. E mai in braccio. Deve essere libera di fuggire quando meglio crede.
Con la mia micia che ancora mi faceva le fusa, sono andata a fare colazione.
Mia madre si è incazzata perché hanno trasmesso la pubblicità del parco delle Cornelle dicendo che si trova "a pochi passi da Milano", quando manco è a Bergamo, ma in provincia.
Ho riso del suo disappunto perché è un po' il nostro da quando hanno annunciato che il concerto dei BAP "Milan Awake" sarà a BUSTO ARSIZIO, che manco è Milano, ma Varese.
Che ridere!
...Come se Busto Arsizio fosse l'unico problema di questo concerto. MAGARI. Ci metterei la firma.
E quindi, sì. La Shu potrà rivedere i BAP in concerto.
Dopo lo "hiatus" (si erano sciolti, altro che hiatus. Chiamarlo hiatus è come riferirsi ad una puttana dicendo "accompagnatrice".)
Dopo che avevo accettato che non sarebbero tornati mai più.
Dopo che, invece, erano tornati e avevano subito annunciato il tour e, facendo dei vaghi calcoli, avevo seriamente temuto di non essere in Europa quando ci sarebbero stati loro.
Ma l'album giapponese mi ha salvato la vita: dopo il primo concerto a Seoul del LOE 2016, si sono fermati per la promozione in Giappone. Qualche giorno fa, tra l'altro.
Se tutto va bene, quando arrivo io, mi becco tutte le pubblicità in giro per la città.
Ma non il live gratuito. Se soltanto fossimo partiti una settimana fa...
(Come volevo io, tra l'altro. Non so perché la signorina dell'agenzia abbia organizzato per questa settimana).
Ehi, non ho intenzione di lamentarmi. Io domani sarò in Giappone. A Kyoto.
Non mi sembra vero.
...Sempre se il mio aereo non esplode.
Tra l'altro, forse è anche ora di mettermi a preparare le valigie. Almeno, ho finito di scaricare le canzoni che voleva mio fratello (quanta merda ho dovuto sentire).
Anche se l'unica cosa che vorrei fare è mettermi a guardare Once Upon a Time, colorando i Mandala.
È stata FraH a consigliarmi di prendermi un album di Mandala. Ora c'è la moda dell'ArtTherapy.
Disegni tutti super articolati di qualsiasi cosa che devi colorare come ti pare.
Dicono che rilassi.
A me basta che mi faccia passare le infinite ore d'aero senza che il mio cervello continui a pensare ai terroristi. O ai piccioni nelle turbine.
Ho paura.
Sto realizzando un sogno, eppure ho paura.
Come la mando via? Come si spegne il cervello?
Ho paura.
Credo di aver accumulato parecchie ore di sonno, in questi giorni. Credo anche di avere una vaga idea del Perché, ma preferisco incolpare quella merda di luce blu che non si può spegnere MAI e che punta nei miei occhi. Una luce notturna fissa, in una lampada posizionata proprio dove mette la testa una cliente di 22 (quasi 23) anni che vi chiede di progettare la sua nuova, rosissima, camera da letto? Siete sicuri, tizi dei mobili?
Devo distruggerla.
Comunque. Credo fosse l'altro ieri, ma mi sono svegliata con uno strano dolore all'occhio destro. E tuttora non ho una mezza idea di come fosse possibile. Magari rimango orba e dovrò girare con una benda nera sul buco. Grr, affascinante. I pirati tirano sempre, no? (Vedi Hook in OUAT.) Come pure i vampiri, del resto.
Quindi, come al solito, subito dopo essermi svegliata, mi sono buttata a terra, a fare gli addominali.
(BUGIA: prima ho giocato a Love Live. Come sono debole.)
È arrivata la micia, che mi ha osservata un po' sospettosa. Ehi mamma, cosa ci fai sul pavimento, sei impazzita.
Poi, si è strusciata un po' ovunque e, infine, si è sdraiata sulla mia pancia. Lei fa così, si struscia e si sdraia, anche sulla schiena. Te ti pieghi un attimo a raccogliere qualcosa, e lei si lancia sulla tua schiena. Ha sempre bisogno di contatto fisico.
Sarà che l'ho trovata nascosta nel cofano della macchina di mamma, infreddolita e affamata. Quanto urlava, la piccolina! I vicini mi chiesero se la potevo tenere, ma io avevo già otto gatti.
"Tranquilla, la porteremo al gattile. Ci pensiamo noi."
Mentivano. E il giorno dopo era di nuovo nel nostro giardino, ad urlare. Che stronzi. Potevate almeno far finta di darle qualcosa da mangiare. Non vi ha minimamente sfiorati la sua disperazione?
Povero batuffolo biondo.
Ci riferivamo già a lei al femminile. Non che avessimo avuto l'occasione di appurare se fosse o meno una signorina, ma mia madre se lo sentiva: "Va' come urla, è per forza una donna". E la chiamò Tigra.
Ogni mattina, Tigra si appostava sotto alla finestra della camera da letto dei miei genitori, e urlava.
Mamma usciva con un piattino di latte e qualche croccantino, ma la gattina fuggiva non appena sentiva la porta aprirsi. Appena mamma tornava in casa, lei usciva dai suoi nascondigli appuntiti e mangiava. Così per qualche giorno. Fino a che, piano piano, si è lasciata accarezzare. Poi, prendere in braccio. Ed è entrata in casa con noi. Romeo non ne era molto felice, all'inizio. Ma credo che ora sia grato per la sua compagnia.
Appena varcata la soglia di casa nostra, Tigra è diventata la Principessa Sissy. Non ho il coraggio di dire a mia madre che non mi piace quando la chiama così. Sissy era il nome della mia cagnolina Missy durante la sua vecchia vita. Venne abbandonata e, quando entrò in casa nostra, mia madre decise di non cambiarle troppo il nome per non turbarla. Aveva già due anni, e per due anni era stata chiamata Sissy.
Di Missy Sissy ce n'è una sola, anche se ora riposa lontano da me. Quella micia si chiama Tigra.
Ma che differenza fa, quando mio madre non la chiama praticamente mai per nome.
La mia micetta. Abbandonata a se stessa a soli due mesi di vita. Ci credo che, adesso, cerca costantemente il contatto fisico. Sembra quasi un cagnolino, che ti segue ovunque tu vada.
Ma solo quando decide lei. E mai in braccio. Deve essere libera di fuggire quando meglio crede.
Con la mia micia che ancora mi faceva le fusa, sono andata a fare colazione.
Mia madre si è incazzata perché hanno trasmesso la pubblicità del parco delle Cornelle dicendo che si trova "a pochi passi da Milano", quando manco è a Bergamo, ma in provincia.
Ho riso del suo disappunto perché è un po' il nostro da quando hanno annunciato che il concerto dei BAP "Milan Awake" sarà a BUSTO ARSIZIO, che manco è Milano, ma Varese.
Che ridere!
...Come se Busto Arsizio fosse l'unico problema di questo concerto. MAGARI. Ci metterei la firma.
E quindi, sì. La Shu potrà rivedere i BAP in concerto.
Dopo lo "hiatus" (si erano sciolti, altro che hiatus. Chiamarlo hiatus è come riferirsi ad una puttana dicendo "accompagnatrice".)
Dopo che avevo accettato che non sarebbero tornati mai più.
Dopo che, invece, erano tornati e avevano subito annunciato il tour e, facendo dei vaghi calcoli, avevo seriamente temuto di non essere in Europa quando ci sarebbero stati loro.
Ma l'album giapponese mi ha salvato la vita: dopo il primo concerto a Seoul del LOE 2016, si sono fermati per la promozione in Giappone. Qualche giorno fa, tra l'altro.
Se tutto va bene, quando arrivo io, mi becco tutte le pubblicità in giro per la città.
Ma non il live gratuito. Se soltanto fossimo partiti una settimana fa...
(Come volevo io, tra l'altro. Non so perché la signorina dell'agenzia abbia organizzato per questa settimana).
Ehi, non ho intenzione di lamentarmi. Io domani sarò in Giappone. A Kyoto.
Non mi sembra vero.
...Sempre se il mio aereo non esplode.
Tra l'altro, forse è anche ora di mettermi a preparare le valigie. Almeno, ho finito di scaricare le canzoni che voleva mio fratello (quanta merda ho dovuto sentire).
Anche se l'unica cosa che vorrei fare è mettermi a guardare Once Upon a Time, colorando i Mandala.
È stata FraH a consigliarmi di prendermi un album di Mandala. Ora c'è la moda dell'ArtTherapy.
Disegni tutti super articolati di qualsiasi cosa che devi colorare come ti pare.
Dicono che rilassi.
A me basta che mi faccia passare le infinite ore d'aero senza che il mio cervello continui a pensare ai terroristi. O ai piccioni nelle turbine.
Ho paura.
Sto realizzando un sogno, eppure ho paura.
Come la mando via? Come si spegne il cervello?
Ho paura.
