Shu From Mars
Unknown, martedì 7 ottobre 2014, 0 comments

Volevo iniziare questo post con una data precisa. Ma, purtroppo, non la ricordo.
Era un giorno veramente importante, ma non so dire quale fosse. 
E mi capita ogni volta.
Perché non mi rendo mai conto dell'importanza di quel che mi succede, quando mi succede.

Non so la data, ma sono piuttosto sicura di avere 14 anni. Qualcosa mi suggerisce che siamo nel 2008. Devo compierne 15, quindi. 
Sto tornando a casa da scuola. Il mio primo anno di superiori. I miei primi viaggi in autobus, tratta Casazza-Bergamo. Unica compagna, la mia musica. 
Passo il Migross, i casermoni color mattone e quella bellissima villa con le pietre appiccicate sul muro. Una OST a farmi compagnia. Sto attraversando la strada, per superare la bacheca degli eventi e arrivare finalmente a casa mia. 
Ma mi fermo. Un'immagine è appena comparsa nella mia testa. Dapprima, soffusa. Poi, sempre più particolareggiata. Più ascolto quella canzone, più l'immagine diventa chiara, nitida, reale.
All'inizio, provo ad ignorarla. Ma lei preme. Sempre più forte.
Vuole essere ricordata. Vuole essere scritta. 
Ed è quello che faccio, appena entro in casa. Non saluto nemmeno. Scatto verso la mia scrivania. Prendo i fogli di brutta che conservo in un cassetto. Scrivo. Quasi senza pensare. 
Lascio cadere la penna soltanto quando sono sicura di aver descritto ogni singolo dettaglio partorito da..
Vorrei dire la mia fantasia, ma non ne sono davvero convinta. 
Non sono io che l'ho immaginata. È lei che mi ha scelta. Ha scelto me come mezzo per prendere vita.
La rileggo. Più e più volte. È una bella immagine, una bella scena. Ma, così sola, è sprecata.
Ha bisogno di una cornice. Di un qualcosa in cui inserirsi.
Ha bisogno di una storia. Che concepirò io. 
Per ringraziarti di aver avuto così tanta fiducia in me da affidarmi la tua stessa esistenza.
Per avermi dato un sogno.

Ho 15 anni e ho una scaletta in testa. Ho un inizio e una fine. Ho una frase iniziale e una finale. 
Ho dei personaggi.
Altre immagini si sono aggiunte alla prima. Ho una scaletta. 
So cosa succede prima e cosa succede dopo. Ho una trama. E addirittura un titolo. 
E scrivo, tutto il giorno. Tutti i giorni. Anche in classe. Scusi, professoressa Pezzotta. In questo momento, la matematica non mi interessa. Studierò a casa.
Scrivo, scrivo, scrivo. Quella Storia vuole soltanto essere raccontata. E per me è un onore farlo.

Ho 16 anni e sono in crisi. Non so più chi sono, chi voglio diventare, cosa voglio fare della mia vita.
Ho come l'impressione di star sprecando il mio tempo.
Io, scrivere per vivere? Ma per favore.
Rileggo la Storia. E non mi piace più. Non per colpa sua, chiaramente. La Storia è bellissima.
Sono io che non vado bene.
Vorrei cancellare tutto, dimenticare tutto. E iniziare a pensare seriamente al mio futuro. 
Ma la Storia non può accettare di essere dimenticata ancora prima di poter essere conosciuta.
Mi sento subito in colpa. Scusami, Storia. Facciamo così: se qualcuno al di fuori di me ti apprezza, io continuo a darti vita. Ci stai?
Così, mi confido con la mia migliore amica. 
"Non osare cancellare niente. Fammi prima leggere."
Priva della più completa fiducia in me stessa, le invio un po' titubante tutto il materiale. 
Farà schifo. Lo cancellerò. E cercherò una nuova strada. Prima che sia troppo tardi.

Ho 17 anni e voglio abbandonare gli studi. Odio il mio indirizzo. 
Mi mancherebbero i miei compagni e i miei professori, che amo con tutto il cuore. Ma detesto ciò che devo imparare. Vorrei andarmene. Ma non ne ho la forza. 
Non quando i tuoi compagni ti dicono "Lottiamo insieme".
Non quando le due donne che più ami e stimi ti dicono "Io mi alzo la mattina solo per dare 10 a te" e "Tu non te ne vai, perché io devo continuare a leggere quello che scrivi." Non posso abbandonare tutto.
Supererò anche questa crisi, per loro. 
Ho 17 anni e sono in pausa. Nonostante la mia migliore amica mi contatti tutti i giorni solo per dirmi "SCRIVI". La Storia ha avuto la sua approvazione e, come promesso, non l'ho abbandonata. 
Ma sono ferma. Come bloccata. La Storia vuole essere raccontata, e io non ci riesco.
Voglio farlo, stavolta. Ma non ci riesco.
So cosa voglio dire, ma non so come farlo. Panico totale.
Poi, capisco. Questa Storia è più grande di me. Ci sono cose che ancora non so.
Scusami, Storia. Per poter continuare, io devo crescere. 

Ho 18 anni e sono all'ultimo anno delle superiori. Mi sono rassegnata. 
Studierò, mi diplomerò e poi penserò al mio futuro.
Mi sento in colpa. E, non lo nego, un po' una fallita. Ma è meglio così.
...Fino al giorno in cui, ancora casualmente, ho un'altra illuminazione. 
È inutile. Anche se io mi lascio abbattere, Lei continua a ritornare prepotentemente. 
Lei sa cosa vuole, a differenza mia. E lotta con le unghie e con i denti per ottenerlo.
Ora ho una delle chiavi che mi permettono di arrivare al sudatissimo finale. Sono cresciuta.
So cosa devo fare. 
E lo faccio.

"18 Ottobre 2012, ore 23 e 25. M121 è completo".
Benvenuta, Storia! Ti stavamo aspettando!

Ho 19 anni. Ormai, ho completato i miei studi. Gli esami mi terrorizzano perciò, ahimè, non ho intenzione di continuare.
Adesso ho la mia Storia. Letta, riletta, corretta e ricorretta all'infinito. 
È arrivato il momento di credere in questo Sogno. 
Manderò la mia Storia in ogni angolo del mondo. Troveremo qualcuno che ti amerà quanto ti amo io, te lo prometto.

Ho 20 anni e non ci credo più. Siamo in quattro ad amare la Storia, ma nessuno mi ha risposto.
Mi rassegno all'idea che rimarrà tra di noi.
In fondo, la Storia non mi ha mai detto di voler essere raccontata per raggiungere chiunque.
Magari, per lei, è più che sufficiente essere ricordata da noi.
Inizio a lavorare e spendo ciò che guadagno per vedere il mondo. È questo il mio nuovo obiettivo.
Ma, proprio quando ho smesso di crederci, ecco che arriva un segno dal passato.
Ci provo, ancora una volta. Per l'ultima volta. 

Sabato 31 Maggio 2014. Uno spiraglio di luce. Forse, chissà. È presto per esultare.
Ogni giorno è più angoscioso del precedente. Voglio solo una risposta. Mi va bene anche un No.
Ma datemela. Vi prego. Sono stanca di illudermi.

Io credo in te, Storia. So che più volte ho provato ad abbandonarti, ma mi è risultato impossibile.
Tu vuoi essere raccontata e io lotterò con tutte le mie forze perché anche altri credano in te.
Fino a logorarmi il cervello, se è necessario.
Non dormirò la notte. Io ci sono per Te, come Tu ci sei per me.
Ormai, fai parte della mia vita. Sono cresciuta insieme a Te.

11 Giugno 2014. Firmo il mio contratto. La prova che qualcun altro ha creduto in te, Storia.
Ora, devo soltanto apportarti qualche modifica. Niente di eccessivamente grave, non ti preoccupare.
Ti ho promesso di lottare per te, e ciò comprende anche il mantenere il più possibile la tua integrità. 
Ora, però, non dipende più da me. 
Dobbiamo solo aspettare.

Ho 21 anni da 15 giorni ed è appena uscita LA notizia: da settimana prossima M121 sarà scaricabile da chiunque. 
Hai visto, Storia? Presto anche altri ti conosceranno, ti ameranno e si ricorderanno di te.

Martedì 7 Ottobre 2014: Tutta Italia può leggere M121. 
Sono piuttosto in ansia. Ma ho fiducia in Te.

Ore 13. "E stamattina eri già fra i primi 2000 Bestseller di Amazon."
Avrei voluto essere più elegante. Avrei voluto avere una reazione più degna di Te.

Ma mi è scappato un "Minchia". Perdonami.

La strada che mi ha portata qui è stata parecchio lunga. 
Difficile.
In salita.
Complessa.
Dolorosa.
Faticosa.
Ma la ripercorrerei domani stesso. 
Forse perchè siamo nel 2014 che è un po' il mio Anno dei Miracoli.
Non lo so. So soltanto che non ho mai capito il significato della parola "Felicità" fino ad ora.
Da Marzo in poi, solo discesa per me. 

Tutto questo per ringraziare chiunque abbia creduto in me e, soprattutto, nella Storia. 
Chi mi è stato vicino. Chi mi ha insegnato a lottare. Chi mi ha spronata a continuare.
M121 è per tutti voi ♥ 


Disponibile da oggi nelle migliori librerie online: http://kymaeraedizioni.it/i-nostri-ebook/elenco-librerie/

Hai visto, May?
Ce l'abbiamo fatta