Shu From Mars
Shu 1.75
Unknown, venerdì 7 marzo 2014, 0 comments
Avrei voluto iniziare questo post dicendo "La vita fa schifo. Ma un po' meno del solito, perché è Marzo"
Davvero.
Ma avrei dovuto scriverlo a inizio mese. 
Adesso è troppo tardi.
Perché la mia vita non è mai stata così bella. 
MARZO.
Credo che sarà il mese più bello del 2014.
Prima di tutto, ho potuto girare la pagina del calendario sull'unico motivo per cui l'ho comprato, quel maledetto calendario. E non mi sembra poco. 
(...Ho pure fatto il conto alla rovescia e aspettato la mezzanotte cioè lo state percependo il mio disagio sì dai).
Marzo doveva per forza di cose essere bellissimo!
...Ma non credevo che lo avrei scoperto così presto.
Punto numero uno.
Ho ricevuto il mio primo stipendio. 
Stavo per piangere su quell'ammasso di soldi. 
Che sono finiti interamente sul mio conto in banca. Sì, ho un conto in banca. Come le persone vere. Adulte e serie.
Entrare in banca, poi, è una goduria, adesso. Da quando è arrivato l'acconto del risarcimento di mio fratello, ci trattano manco fossimo la Famiglia Reale. Cioè, il direttore della banca mi ha fatto l'inchino ed è andato personalmente a prendere una sedia perché nell'ufficio ce n'erano solo due. 
Stavo per commuovermi. 
Punto numero due. 
Abbiamo la conferma che i B.A.P verranno in Europa. Presto annunceranno le date. È un tour mondiale (uno di quelli seri, eh. Vanno pure in Oceania). Di venti date. Quattro sono già in America. 
L'ansia. 
Ma mi basta "Europa", sinceramente. Abbiamo già le valigie pronte. 

Punto numero tre. 

Il vero motivo per cui io aspettavo con ansia Marzo. 
Il mio terno al lotto. 
I risultati dei miei esami. 
Non mentirò. Ho vissuto questo mese d'attesa malissimo
Le prime due settimane ero tutta un "oddioddioddio voglio il 5 devo saperedfijgui".
La terza settimana, ho iniziato a perdere l'entusiasmo. Tutto è diventato più grigio. Ho iniziato a immaginare i possibili scenari.
Qualche giorno prima, ero spaventata. E se si fosse realizzato la peggiore delle opzioni?
Il giorno stesso, non volevo proprio andare all'ospedale.
Ero seriamente terrorizzata. 
Quando mi hanno consegnato tutti quei fogli, mi sono voltata dall'altra parte. Un po' come quando ti danno la pagella e tu sai che alcune materie erano incerte, e non hai il coraggio di scoprire chi è stato generoso e chi no. Ecco. Io quei fogli non li volevo proprio vedere. 
Lo stesso non vale per mia madre. No. Lei è troppo curiosa. Spia. E legge. Ad alta voce.
Tutti gli scenari delineati nella mia testa iniziano a ronzare, ad accozzarsi l'uno contro l'altro, facendomi martellare il cervello e esplodere il cuore. 
Manca mezz'ora alla visita. E io potrei non arrivarci viva.
Una tizia passeggia avanti e indietro, a guardare i tabelloni. Ogni due passi, rilegge il numero del suo biglietto. Soffoco la voglia di alzarmi e urlarle in faccia "SIGNORA, IL SUO BIGLIETTO NON È GESU' CRISTO LE GIURO CHE NON FARA' TRASMUTAZIONI STRANE"
Paghiamo la visita. Che, ovviamente, è privata. Quella dottoressa è così richiesta che, con la mutua, l'avrei vista tra un anno e mezzo. E non è un modo di dire.
Ci sediamo nella sala d'attesa. È pieno di bambini. Che corrono. Che urlano. Che sono stati abbandonati su quella sedia, a giocare al Nintendo DS. Sono sempre più in panico.
Poi, chiamano il mio nome. Mi alzo. La testa gira. Ho come la sensazione che potrei svenire da un momento all'altro. Ma reggo.
Le parole della dottoressa mi hanno raggiunta un po' confuse, quasi ovattate. L'unica certezza che ho è che sono uscita con qualche ricetta tra le mani.
La mia cura.
Sì. Cura. Sì, sono malata
Ed è la notizia più bella che mi potessero dare. 
Sono uscita dall'ospedale urlando.
Chissene frega di quello che la gente avrebbe potuto pensare. Non sono mai stata così felice in vita mia.
Ma la giornata non si era ancora conclusa. No. 
Non appena l'adrenalina ha iniziato ad abbassarsi un pochino, mi son ricordata che c'era gente che aspettava di sapere la novità.
Così, ho contattato tutti. 
E le parole che mi hanno rivolto mi hanno seriamente commossa.
Non mi sono dimenticata. 
È solo che...Non riesco ad abituarmi all'idea di avere accanto qualcuno che mi vuole davvero bene.
Vi amo. Forse, non vi merito nemmeno.
Ma siete solo miei. E vi tengo stretti forte forte.