Lei.
Unknown,
domenica 3 aprile 2016,
Sono appena tornata a casa. E ho parcheggiato a S, tra il furgone di papà e un'auto grigia che non conosco. Sarà del compagno della vicina, magari. Stavo per dire "amante" e "nuovo", ma effettivamente è da un po' che bazzica queste zone. Oh, e hanno anche un figlio.
Chissà se è stato concepito quella sera in cui Rina era da me e non riuscivamo a dormire ed io ho sentito certe urla moleste. Tuttora, se ripenso a quella sera, non so nemmeno se ho dormito mezzo minuto. Che strana sensazione alzarsi e non sapere se si è riusciti a dormire.
Comunque, credo sia la prima volta che faccio un parcheggio simile da che ho preso la patente.
Odio i parcheggi a S. Ma ero disperata.
Ero seriamente convinta di non esserne in grado, tra l'altro. Ma ci son riuscita. Il che mi ha lasciata piacevolmente stupita, non lo nego.
Sono appena tornata, e continuo a ruttare arancia, manco avessi trangugiato un flacone intero di MG.KVIS . E dire che ho bevuto volentieri quel tè che mi ha offerto FraH. Odio la cannella, ma non ho avuto cuore di dirglielo. E poi non l'ho nemmeno sentita. Evidentemente, l'arancia era talmente forte da uccidere la schifonnella. Buonissimo. Quanto i biscotti con cui l'ho accompagnato.
Biscotti. Non integrali. Non senza zucchero.
Raffinati. Pieni di granella. E, sicuramente, non i miei soliti otto.
Biscotti della categoria "siamo buoni e quindi tu, Sara, non dovresti nemmeno guardarci da lontano".
Maledizione.
E dire che mi ero ripromessa di fare la brava. Va beh dai, che saranno mai dei biscotti?
E la torta ieri sera. Due fette, perché nonostante fosse pannossa e mascarponosa, era così leggera da darti l'impressione di star mangiando una nuvola.
E il gelato ieri pomeriggio.
E un po' di uovo di Pasqua.
...No, non ci siamo proprio.
Mi sto impegnando. Lo giuro. Nonostante sia da anni che mi impegno, non ho perso la speranza e la voglia di combattere.
Ma, in questi giorni, è proprio difficile. C'è qualcosa, dentro di me, che mi obbliga proprio ad alzarmi e andare alla ricerca di qualche stronzata.
Un buco all'altezza del petto, che pende a sinistra, e che puoi riempire soltanto introducendo zuccheri nello stomaco. Chissà, magari più gonfio lo stomaco, più quel buco così pesante si colma e mi lascia in pace.
Quel buco maledetto che mi fa sospirare da mattina a sera, e che per gli amici si chiama Delusione.
O, forse, è soltanto gola malcelata dalla Delusione, giusto per non sentirmi in colpa se mangio ciò che non dovrei nemmeno annusare. Una sorta di alibi, magari.
In tutto questo, mi sento autorizzata a mangiare, ed è male. Cosa vuoi che interessi alla mia nuova forma (tutt'altro che invidiabile) ((se continuo così, non lo sarà mai)).
E quindi, mi guardo allo specchio.
E quindi, mi vedo ancora più brutta.
E quindi, mi trovo sul divano a leccare la crema di panna e mascarpone che mia madre ha appena finito di montare per la torta sopracitata.
Pensando che l'origine di tutti i miei problemi è proprio il fatto che io sia brutta.
Se fossi sufficientemente bella, non mi sarebbe successo quello che è successo.
Andiamo, siamo seri: se non fossi insignificante, nessuno penserebbe mai di mettersi a fare l'amicone con delle tizie a caso, mentre io non sono nei paraggi.
Lezione di questa settimana: non sei poi così speciale, scendi dal piedistallo.
Bella settimana di merda.
Ma, fortunatamente, anche se è stata una settimana di merda, di un mese di merda, di una vita di merda, non è proprio tutto tutto da buttare.
Oggi sono riuscita a ridere. Ma ridere davvero. Anche, e soprattutto, di questa settimana di merda.
E soltanto perché, in questa vita di merda, c'è qualcosa che davvero funziona.
E quel qualcosa è lei. La mia FraH.
L'unico mio rimpianto è non ricordare minimamente il giorno in cui l'ho conosciuta. Gliel'ho confidato ieri, mentre mi abbracciava piangendo e dicendomi esattamente le stesse cose che io penso di lei. A lei non importa minimamente. "Chissene frega", ha detto.
Ma, per me, è davvero doloroso non avere mezzo ricordo di quel giorno. Perché è stato il più bello della mia vita, anche se io ancora non lo sapevo.
Ricordo praticamente ogni dettaglio di altri incontri importanti. E son tutte persone che ho perso.
Quindi capisci perché mi dia così tanto fastidio non ricordare di Lei.
Vorrei poter celebrare quel giorno. L'anniversario dell'inizio di ciò che ho di più caro in questo mondo.
Ma non posso.
Perciò, mi limiterò a festeggiare un altro giorno sicuramente essenziale, senza il quale non sarei nemmeno qui a scrivere.
Il giorno in cui lei è venuta al mondo. Cioè, oggi.
Buon compleanno, FraH. Grazie.
Chissà se è stato concepito quella sera in cui Rina era da me e non riuscivamo a dormire ed io ho sentito certe urla moleste. Tuttora, se ripenso a quella sera, non so nemmeno se ho dormito mezzo minuto. Che strana sensazione alzarsi e non sapere se si è riusciti a dormire.
Comunque, credo sia la prima volta che faccio un parcheggio simile da che ho preso la patente.
Odio i parcheggi a S. Ma ero disperata.
Ero seriamente convinta di non esserne in grado, tra l'altro. Ma ci son riuscita. Il che mi ha lasciata piacevolmente stupita, non lo nego.
Sono appena tornata, e continuo a ruttare arancia, manco avessi trangugiato un flacone intero di MG.KVIS . E dire che ho bevuto volentieri quel tè che mi ha offerto FraH. Odio la cannella, ma non ho avuto cuore di dirglielo. E poi non l'ho nemmeno sentita. Evidentemente, l'arancia era talmente forte da uccidere la schifonnella. Buonissimo. Quanto i biscotti con cui l'ho accompagnato.
Biscotti. Non integrali. Non senza zucchero.
Raffinati. Pieni di granella. E, sicuramente, non i miei soliti otto.
Biscotti della categoria "siamo buoni e quindi tu, Sara, non dovresti nemmeno guardarci da lontano".
Maledizione.
E dire che mi ero ripromessa di fare la brava. Va beh dai, che saranno mai dei biscotti?
E la torta ieri sera. Due fette, perché nonostante fosse pannossa e mascarponosa, era così leggera da darti l'impressione di star mangiando una nuvola.
E il gelato ieri pomeriggio.
E un po' di uovo di Pasqua.
...No, non ci siamo proprio.
Mi sto impegnando. Lo giuro. Nonostante sia da anni che mi impegno, non ho perso la speranza e la voglia di combattere.
Ma, in questi giorni, è proprio difficile. C'è qualcosa, dentro di me, che mi obbliga proprio ad alzarmi e andare alla ricerca di qualche stronzata.
Un buco all'altezza del petto, che pende a sinistra, e che puoi riempire soltanto introducendo zuccheri nello stomaco. Chissà, magari più gonfio lo stomaco, più quel buco così pesante si colma e mi lascia in pace.
Quel buco maledetto che mi fa sospirare da mattina a sera, e che per gli amici si chiama Delusione.
O, forse, è soltanto gola malcelata dalla Delusione, giusto per non sentirmi in colpa se mangio ciò che non dovrei nemmeno annusare. Una sorta di alibi, magari.
In tutto questo, mi sento autorizzata a mangiare, ed è male. Cosa vuoi che interessi alla mia nuova forma (tutt'altro che invidiabile) ((se continuo così, non lo sarà mai)).
E quindi, mi guardo allo specchio.
E quindi, mi vedo ancora più brutta.
E quindi, mi trovo sul divano a leccare la crema di panna e mascarpone che mia madre ha appena finito di montare per la torta sopracitata.
Pensando che l'origine di tutti i miei problemi è proprio il fatto che io sia brutta.
Se fossi sufficientemente bella, non mi sarebbe successo quello che è successo.
Andiamo, siamo seri: se non fossi insignificante, nessuno penserebbe mai di mettersi a fare l'amicone con delle tizie a caso, mentre io non sono nei paraggi.
Lezione di questa settimana: non sei poi così speciale, scendi dal piedistallo.
Bella settimana di merda.
Ma, fortunatamente, anche se è stata una settimana di merda, di un mese di merda, di una vita di merda, non è proprio tutto tutto da buttare.
Oggi sono riuscita a ridere. Ma ridere davvero. Anche, e soprattutto, di questa settimana di merda.
E soltanto perché, in questa vita di merda, c'è qualcosa che davvero funziona.
E quel qualcosa è lei. La mia FraH.
L'unico mio rimpianto è non ricordare minimamente il giorno in cui l'ho conosciuta. Gliel'ho confidato ieri, mentre mi abbracciava piangendo e dicendomi esattamente le stesse cose che io penso di lei. A lei non importa minimamente. "Chissene frega", ha detto.
Ma, per me, è davvero doloroso non avere mezzo ricordo di quel giorno. Perché è stato il più bello della mia vita, anche se io ancora non lo sapevo.
Ricordo praticamente ogni dettaglio di altri incontri importanti. E son tutte persone che ho perso.
Quindi capisci perché mi dia così tanto fastidio non ricordare di Lei.
Vorrei poter celebrare quel giorno. L'anniversario dell'inizio di ciò che ho di più caro in questo mondo.
Ma non posso.
Perciò, mi limiterò a festeggiare un altro giorno sicuramente essenziale, senza il quale non sarei nemmeno qui a scrivere.
Il giorno in cui lei è venuta al mondo. Cioè, oggi.
Buon compleanno, FraH. Grazie.
