Shu la turista.
Unknown,
giovedì 20 giugno 2013,
Venerdì ero in macchina con mamma e me ne sono uscita con "No ok, io domani vado a Milano a fare la turista". Era da un sacco che non lo facevo, e mi mancava. L'ultima volta è stato così appagante qwq
Così, sabato mi sono svegliata per le 8,30 e sono andata a prendere il bus.
Alla fermata, rimorchio qualche vecchietto e un pazzo, che mi chiede se ho il ragazzo. "No perché se esci ne trovi mille ;D".
Grazie, tesoro. Mi hai appena ricordato che l'ultimo che mi interessava mi ha rifiutata perché gli piaCEVO MA FA SEMPRE RIDERE QUESTA STORIA.
Il bus, stranamente, ha fatto solo 5 minuti di ritardo. Bravo. Ti conviene.
Arrivo in stazione. Il treno per Garibaldi sta praticamente partendo. Fila infinita per il biglietto.
Ma, prego, coppietta felice. Continuate pure a limonare davanti alla macchinetta "FAST", impedendomi di fare il cazzo di biglietto per il cazzo di treno che parte tra due cazzo di minuti.
Riesco a salire sul treno per un pelo. Dopo soli 15 minuti di viaggio, si ferma.
Oh, il capotreno scende.
Oh, si abbassa la zip dei pantaloni.
Oh, si mette le mani nelle muTANDE SIGNORE COSA STA FACENDO LA PREGO RIMETTA VIA QUEL COSO.
"Dovrà pisciare", penso. E invece se lo rimette via, e risale. Boh, gli avrà fatto prendere aria.
Arrivo in Garibaldi, prendo la metro e scendo a Cadorna, per andare al Castello Sforzesco.
Mi siedo nel parco sperando di pranzare in santa pace, ma si avvicina subito un Vucumprà.
"Ciau, bela. Tu ha ragazzo?"
"No." Ma è giornata?
"Tieni bracciale rosso di ammore. Tu trova bel ragazzo ;)" MA MAGARI.
Il mio cellulare comincia a dare gli ultimi colpi. Bene.
Utile avere un cellulare Smart, con una batteria ritardata.
Inizio a visitare i musei del Castello. Con soli 3€ te li vedi tutti.
Arrivo nella Sala Delle Asse e mi manca il respiro. È talmente bella da farti sentire insignificante. Ti sembra proprio di essere di fronte ad alberi i cui rami si intrecciano per decorare quel soffitto che sembra infinito.
Come sempre, però, la cosa che più mi ha emozionata è stata rendermi conto che in quelle stanze il mio Maestro ci ha vissuto davvero.
Il mio cellulare è a 1% di batteria. Decido di far fruttare al meglio i suoi ultimi istanti di vita cercando su Google l'indirizzo di Santa Maria delle Grazie. Chissà, magari ho fortuna...
Dopo aver visto tutti i musei (e essermi emozionata per aver avuto l'occasione di fotografare una vera mummia e delle pagine del libro dei morti!), mi dirigo verso l'uscita del Castello. Ma vengo fermata da un altro Vucumprà.
"Ho già un braccialetto."
"Oh, tu ha braccialetto di ammore. Io do te braccialetto di speranza. E di soldi. Tu diventa ricca!" Comincio a voler bene ai negri. "Tu mai stata in Africa? Senegal, mio paese, è bellissimo!" E infatti sei qua.
Il telefono decede. Devo chiedere indicazioni. "Ok, sì grazie. Ho capito! Arrivederci!"...E sbaglio strada.
Contro ogni prognostico, trovo davvero la Chiesa. Entro, e la prima cosa che mi ferisce lo sguardo è la scritta SOLD OUT.
Sapevo di non avere mezza speranza.
Fingo di non essermi accorta di nulla e chiedo informazioni.
"Abbiamo finito i biglietti, per oggi."
"Ah." Mi fingo sorpresa. La delusione non è da dissimulare, invece.
"Sei sola?"
"Sì".
"Forse ho un posto unico". No, non farmi sperare, dai. "Ecco,sì. Alle 16,30". Oh. Mio. Dio.
Esco e chiedo l'ora. 15,40. Il tizio dei souvenir mi guarda e mi dice qualcosa in una lingua aliena. Ma ha un ictus?
"Eh?"
"3 cartoline 1€. Credevo tu fossi straniera".
Mi si avvicina una tizia. "Oh, ma cosa ci fa in giro una studentessa a prendere appunti quando la scuola è finita?"
Non avete mai visto una turista italiana?! LASCIATEMI ACCULTURARE E LEVATEVI DAI COGLIONI.
Nell'attesa, sono entrata in Santa Maria delle Grazie. È molto carina, ma ho dovuto abbandonarla subito perché indossavo una magliettina scollata e il cartello "Non entrare con abiti succinti" mi ha fatta sentire in colpa.
Chiedo al tipo dei souvenir se mi può prestare il cellulare, per far sapere a madre che sono ancora viva. Provo a contattare Alex, ma non mi caga. Chiamo davvero mia mamma e le dico di non preoccuparsi. Vado al bar a comprare un Gatorade senza zucchero, dato che ha iniziato a girarmi la testa. Quando torno, il tipo dei souvenir è scomparso. Inizio a sospettare di essermelo sognato.
Entra il turno delle 16:15. Mi siedo, ad aspettare. Il prossimo è il mio turno. Davanti a me c'è una comitiva di giapponesi. E mi metto a fissare quella che credo essere la ragazza più bella che io abbia mai visto. Acqua e sapone, vestita, con elegante sobrietà, lunghi capelli lisci, rossicci, raccolti in una coda, occhi piuttosto grandi per una giapponese, un sorriso bellissimo e tanto dolce. Sembrava finta. Bella come le cosplayer che tanto invidio.
16:30. Tocca a noi. La nostra guida è una ragazza mestruata che parla un inglese dal forte accento milanese. Attraversiamo una posta automatica. La guida strilla un "COME INSIDE".
Poi un'altra. E un'altra ancora.
E, finalmente, siamo nel refettorio. L'ULTIMA CENA.
Non mi sembrava neanche vero. Ho dovuto ripetermi più volte "Ehi, quella non è la solita proiezione su parete alla quale sei abituata! È quella vera..." Il dipinto è così leggero ed evanescente da sembrare il frutto della mia fantasia. Adesso che l'ho vista dal vivo, posso affermare con ulteriore astio di odiare profondamente la stramaledetta porta aperta all'altezza dei piedi di Cristo. Frati omosessuali.
Restiamo lì solo 15 minuti, purtroppo. Solito giro nel negozio di souvenir♥
Corro in Duomo, felice come non mai. Alex non c'è. Provo a chiamarlo dalle cabine pubbliche, ma niente.
Salgo sulla metro, e mi trovo a 10 cm da un tipo che è il sosia di Kirk. Non ci credo, esistono davvero ragazzi così belli?
Ma io rimorchio l'unico pazzo della metro, che mi manda i bacini e mi fissa. La mia solita fortuna.
In Garibaldi, scopro che il treno era in ritardo di 10 minuti e, perciò, riesco a prenderlo per un soffio. Che culo.
Alle 18 e 51 sono a Bergamo. E il bus c'è alle 19:05. Qualcuno mi ama. Di fronte alla mia fermata, ci sono quattro amici. Una di loro, quella di colore, ha una macchia viola all'altezza dell'occhio destro. Poverina, l'hanno picchiata.
Mi metto a fissare i piccioni. Uno è senza una zampa. Bastardi.
La tipa di colore, nel frattempo, prende una trousse e inizia a valorizzare il trucco... con dell'altro viola. MA MUORI, alcolizzata di merda.
La negra, poi, si fa prestare un deodorante da un quinto amico alcolizzato e (per concludere questa giornata iniziata con il pene del capotreno), si profuma la vagina.
AH, quanto amo fare la turista!
Questa sì che è una giornata che non dimenticherò facilmente ♥
Così, sabato mi sono svegliata per le 8,30 e sono andata a prendere il bus.
Alla fermata, rimorchio qualche vecchietto e un pazzo, che mi chiede se ho il ragazzo. "No perché se esci ne trovi mille ;D".
Grazie, tesoro. Mi hai appena ricordato che l'ultimo che mi interessava mi ha rifiutata perché gli piaCEVO MA FA SEMPRE RIDERE QUESTA STORIA.
Il bus, stranamente, ha fatto solo 5 minuti di ritardo. Bravo. Ti conviene.
Arrivo in stazione. Il treno per Garibaldi sta praticamente partendo. Fila infinita per il biglietto.
Ma, prego, coppietta felice. Continuate pure a limonare davanti alla macchinetta "FAST", impedendomi di fare il cazzo di biglietto per il cazzo di treno che parte tra due cazzo di minuti.
Riesco a salire sul treno per un pelo. Dopo soli 15 minuti di viaggio, si ferma.
Oh, il capotreno scende.
Oh, si abbassa la zip dei pantaloni.
Oh, si mette le mani nelle muTANDE SIGNORE COSA STA FACENDO LA PREGO RIMETTA VIA QUEL COSO.
"Dovrà pisciare", penso. E invece se lo rimette via, e risale. Boh, gli avrà fatto prendere aria.
Arrivo in Garibaldi, prendo la metro e scendo a Cadorna, per andare al Castello Sforzesco.
Mi siedo nel parco sperando di pranzare in santa pace, ma si avvicina subito un Vucumprà.
"Ciau, bela. Tu ha ragazzo?"
"No." Ma è giornata?
"Tieni bracciale rosso di ammore. Tu trova bel ragazzo ;)" MA MAGARI.
Il mio cellulare comincia a dare gli ultimi colpi. Bene.
Utile avere un cellulare Smart, con una batteria ritardata.
Inizio a visitare i musei del Castello. Con soli 3€ te li vedi tutti.
Arrivo nella Sala Delle Asse e mi manca il respiro. È talmente bella da farti sentire insignificante. Ti sembra proprio di essere di fronte ad alberi i cui rami si intrecciano per decorare quel soffitto che sembra infinito.
Come sempre, però, la cosa che più mi ha emozionata è stata rendermi conto che in quelle stanze il mio Maestro ci ha vissuto davvero.
Il mio cellulare è a 1% di batteria. Decido di far fruttare al meglio i suoi ultimi istanti di vita cercando su Google l'indirizzo di Santa Maria delle Grazie. Chissà, magari ho fortuna...
Dopo aver visto tutti i musei (e essermi emozionata per aver avuto l'occasione di fotografare una vera mummia e delle pagine del libro dei morti!), mi dirigo verso l'uscita del Castello. Ma vengo fermata da un altro Vucumprà.
"Ho già un braccialetto."
"Oh, tu ha braccialetto di ammore. Io do te braccialetto di speranza. E di soldi. Tu diventa ricca!" Comincio a voler bene ai negri. "Tu mai stata in Africa? Senegal, mio paese, è bellissimo!" E infatti sei qua.
Il telefono decede. Devo chiedere indicazioni. "Ok, sì grazie. Ho capito! Arrivederci!"...E sbaglio strada.
Contro ogni prognostico, trovo davvero la Chiesa. Entro, e la prima cosa che mi ferisce lo sguardo è la scritta SOLD OUT.
Sapevo di non avere mezza speranza.
Fingo di non essermi accorta di nulla e chiedo informazioni.
"Abbiamo finito i biglietti, per oggi."
"Ah." Mi fingo sorpresa. La delusione non è da dissimulare, invece.
"Sei sola?"
"Sì".
"Forse ho un posto unico". No, non farmi sperare, dai. "Ecco,sì. Alle 16,30". Oh. Mio. Dio.
Esco e chiedo l'ora. 15,40. Il tizio dei souvenir mi guarda e mi dice qualcosa in una lingua aliena. Ma ha un ictus?
"Eh?"
"3 cartoline 1€. Credevo tu fossi straniera".
Mi si avvicina una tizia. "Oh, ma cosa ci fa in giro una studentessa a prendere appunti quando la scuola è finita?"
Non avete mai visto una turista italiana?! LASCIATEMI ACCULTURARE E LEVATEVI DAI COGLIONI.
Nell'attesa, sono entrata in Santa Maria delle Grazie. È molto carina, ma ho dovuto abbandonarla subito perché indossavo una magliettina scollata e il cartello "Non entrare con abiti succinti" mi ha fatta sentire in colpa.
Chiedo al tipo dei souvenir se mi può prestare il cellulare, per far sapere a madre che sono ancora viva. Provo a contattare Alex, ma non mi caga. Chiamo davvero mia mamma e le dico di non preoccuparsi. Vado al bar a comprare un Gatorade senza zucchero, dato che ha iniziato a girarmi la testa. Quando torno, il tipo dei souvenir è scomparso. Inizio a sospettare di essermelo sognato.
Entra il turno delle 16:15. Mi siedo, ad aspettare. Il prossimo è il mio turno. Davanti a me c'è una comitiva di giapponesi. E mi metto a fissare quella che credo essere la ragazza più bella che io abbia mai visto. Acqua e sapone, vestita, con elegante sobrietà, lunghi capelli lisci, rossicci, raccolti in una coda, occhi piuttosto grandi per una giapponese, un sorriso bellissimo e tanto dolce. Sembrava finta. Bella come le cosplayer che tanto invidio.
16:30. Tocca a noi. La nostra guida è una ragazza mestruata che parla un inglese dal forte accento milanese. Attraversiamo una posta automatica. La guida strilla un "COME INSIDE".
Poi un'altra. E un'altra ancora.
E, finalmente, siamo nel refettorio. L'ULTIMA CENA.
Non mi sembrava neanche vero. Ho dovuto ripetermi più volte "Ehi, quella non è la solita proiezione su parete alla quale sei abituata! È quella vera..." Il dipinto è così leggero ed evanescente da sembrare il frutto della mia fantasia. Adesso che l'ho vista dal vivo, posso affermare con ulteriore astio di odiare profondamente la stramaledetta porta aperta all'altezza dei piedi di Cristo. Frati omosessuali.Restiamo lì solo 15 minuti, purtroppo. Solito giro nel negozio di souvenir♥
Corro in Duomo, felice come non mai. Alex non c'è. Provo a chiamarlo dalle cabine pubbliche, ma niente.
Salgo sulla metro, e mi trovo a 10 cm da un tipo che è il sosia di Kirk. Non ci credo, esistono davvero ragazzi così belli?
Ma io rimorchio l'unico pazzo della metro, che mi manda i bacini e mi fissa. La mia solita fortuna.
In Garibaldi, scopro che il treno era in ritardo di 10 minuti e, perciò, riesco a prenderlo per un soffio. Che culo.
Alle 18 e 51 sono a Bergamo. E il bus c'è alle 19:05. Qualcuno mi ama. Di fronte alla mia fermata, ci sono quattro amici. Una di loro, quella di colore, ha una macchia viola all'altezza dell'occhio destro. Poverina, l'hanno picchiata.
Mi metto a fissare i piccioni. Uno è senza una zampa. Bastardi.
La tipa di colore, nel frattempo, prende una trousse e inizia a valorizzare il trucco... con dell'altro viola. MA MUORI, alcolizzata di merda.
La negra, poi, si fa prestare un deodorante da un quinto amico alcolizzato e (per concludere questa giornata iniziata con il pene del capotreno), si profuma la vagina.
AH, quanto amo fare la turista!
Questa sì che è una giornata che non dimenticherò facilmente ♥




