Shu From Mars
What can I do?
Unknown, giovedì 21 marzo 2013,

-Snobbatemi, sono piuttosto noiosa-

Ormai è risaputo che, quando la Sara non si sente proprio al massimo, si mette a scrivere.
Non lo fa per vittimismoOgnuno ha la sua valvola di sfogo. Ognuno ha la sua personale cura. 
E scrivere è la sua.
Vi voglio raccontare una storia. 
Una fiaba. Come di mio solito.
Perché sono più brava a esprimere i sentimenti degli altri


Vi ricordate della Principessa senza sorriso?
Il vento non è mai stanco di sussurrarmi le sue avventure.
Oggi mi porta parole d'amore.
Un amore ossessivo, distruttivo, infelice, incompleto. 

Questa è la storia di una Principessa innamorata. Della persona sbagliata.
Come? Vi ho già raccontato questa storia?
Avete ragione. Ma...Se non si trattasse della persona sbagliata?

La Principessa senza sorriso era da sempre al centro delle attenzioni di quel povero servo.

A quel tempo, era troppo piena di sé per potersi rendere conto di quanto l'essere costantemente cercata da lui potesse renderla felice.
Il suo Pettirosso aveva la precedenza, nei suoi pensieri come pure nel suo cuore. Non aveva tempo per nient' altro. Soltanto lui contava qualcosa per lei. 

Ma lui era sempre più sfuggente, più distante. Più libero.
E lei sempre più sola.
Così, iniziò ad osservare sempre più frequentemente quell'assurdo ragazzo che, inspiegabilmente, era tanto interessato a lei.

Ogni volta che il suo sguardo si posava su di lui, quel ragazzo stava sorridendo.
"Quanto è ingenuo! Come può sorridere così? Perché è sempre allegro? Come può non accorgersi di quanto la vita sia difficile?". Lei era sempre infelice. Iniziò ad invidiarlo.
In fondo, lei non sapeva nemmeno cosa significasse vivere senza nemmeno una preoccupazione.

Ma le apparenze ingannano. E lei avrebbe dovuto saperlo, meglio di chiunque altro.
E lo capì, conoscendolo meglio.
Anche lui soffriva. Per amore.

Se ti mostri sempre felice, se ostenti la tua forza, nessuno perderà del tempo a preoccuparsi per te.
"So esattamente cosa stai facendo, sai? Lo faccio spesso anche io. Beh, questo è un regalo per te".
Perché si stava preoccupando per lui?
"Per...Me? Perché?" chiese, sorridendo. La sorpresa nei suoi grandi occhi ingenui.
Perché essere guardata da lui la rendeva così felice?

"Perché stai soffrendo. Ti sono successe delle cose brutte, e mi dispiace".
Lui la spinse contro il suo petto e la strinse forte.
A lei mancò il respiro. Perché essere stretta da quelle braccia era così piacevole?
Il suo cuore si dimenticò di battere. E lei trovò una risposta.

Perché lo amo. 
Già. La nostra Principessina si era innamorata. E divenne paranoica.
"La persona che lui ama è infinitamente più bella di me. Non mi amerà mai!".
Nel profondo del suo cuore, sapeva benissimo di non avere nessuna possibilità.
Il suo era un amore impossibile. Straziante. Distruttivo. Masochista.
Viveva di assurde incertezze. 
Un secondo prima, era la donna più felice del mondo. "Sì, un giorno dirà di amarmi a sua volta!"
Ed il secondo dopo..."No, non ti amerà mai. Dai, guardati!" si sentiva morire.

Soltanto tre persone potevano salvarla.
La sua Sirena. Il suo Folletto. E la sua Ninfa.
Perché loro erano legate dal filo rosso del Destino. Nessuno le poteva separare.
Loro avrebbero combattuto, insieme.

L'orgoglio però ebbe la meglio.
"È un mio problema. Devo risolverlo da sola".
Era pronta a mettere la parola Fine. In maniera anche piuttosto melodrammatica, ma è questo lo stile della nostra Principessa.

Non sappiamo quale fosse stata la risposta del servo.
Il vento sussurra una canzone. Che vale più di mille parole.
Would you be able to resign, knowing that you always have had a chance?
Could you accept that you're not the right person, because you are too much?

Lei contava di chiudere definitivamente.
E invece...Aveva sbagliato i suoi calcoli.

Si sentiva confusa. Incapace di trovare una soluzione.
Il cuore pesante.
Lui che non capiva lei. Lei che non capiva lui. Immobilità. Stasi. 

Non era propriamente un periodo felice per lei. Ad aggravarlo, degli scandali a corte che minavano la sue mente già alquanto fragile.
Aveva bisogno di un appiglio, per riuscire a superare anche questa. Doveva farcela.
"Devo trovare il lato positivo. Devo essere positiva. Devo sorridere. Nessuno deve accorgersi di quanto sto male".
Un sorriso sulle labbra. E pesanti lacrime di sangue a lacerare il suo cuore distrutto.

Un appiglio c'era.
Aveva scoperto di essere importantissima. Doveva semplicemente farselo bastare.

Questa era la soluzione.
Così, dopo tanto tempo, la Principessa si ritrovò a sorridere nuovamente.

Era talmente importante che lui non poteva nemmeno immaginare di vivere, senza di lei.
Lei doveva rimanere nella sua vita. E lui sarebbe stato finalmente felice.
Sorrideva. Non si era mai sentita così amata.
Sorrideva, e non riusciva a smettere di farlo. 
Nonostante cercasse di obbligare le sue labbra a tornarsene al loro posto.
Perché sapeva che quella bellissima sensazione non sarebbe durata a lungo. 
Quelle parole. Quei piccolissimi gesti, così lievi che, sicuramente, nemmeno lui doveva averli notati.
E quel Sì. Che non era più al passato, ma al presente.
Si sentiva così viva. "Sono così essenziale che è la paura di ferirmi e di perdermi a bloccarlo! Ho una possibilità!".
Essere amici è più facile. Non ci sono pericoli. Poteva davvero funzionare. Non l'avrebbe persa.
Eppure, la situazione mandava in confusione persino il povero servo. 
"Che cosa devo fare?", si chiedeva.
Forse, si era accorto anche lui che nel suo piano c'era una falla.
Avrà capito che non è mai così semplice?
Tenere la Principessa solo come amica non è la soluzione. Non quando ci sono di mezzo dei sentimenti così evidenti. 
"Mi sta perdendo comunque. E mi sta facendo un male cane. Fortuna che voleva preservarmi dal dolore. Ha senso?" a questo pensava, seduta alla riva del suo lago, ascoltando la musica del suo carillon.
"Sto vivendo la situazione più assurda del secolo" sospirava. "E, beh. Non so cosa fare".
La Principessina aveva sempre avuto  un unico desiderio.
Voleva soltanto essere amata. Dalla persona che amava.
Probabilmente, è per questo che non riusciva a rinunciare.

"Perché, per la prima volta in vita mia, mi sento amata davvero".
Stare in suo compagnia era così naturale. Così assurdo pensare di dover rinunciare seriamente a lui.

Lui che ammise di provare qualcosa per lei.
Mancava così poco, e la Principessa poteva essere felice.
Qual era la chiave in grado di aprire il lucchetto del cuore di quel ragazzo?
Cosa doveva fare?
"Sparire".Era questa la soluzione che le gridava il suo cuore, ormai stanco di sanguinare.
Ma ne era terrorizzata.
"Se io sparissi, si accorgerebbe di quanto gli sono necessaria?".
O, forse, si rassegnerebbe? In fondo, lui era mille volte più bravo di lei a rinunciare.
Aveva paura. Perché era certa che lui, a differenza sua, fosse in grado di vivere senza la Principessa.

Liquiderebbe la sua mancanza dicendo "la gente è strana, che ci posso fare".

Le ultime parole che il vento ci sussurra sono di disperazione.
Se ci tieni così tanto a me, 
come riesci a non accorgerti di quanto la tua decisione mi stia distruggendo?
Ah, già.
A te va bene così. 

~Fine del post più patetico della storia~